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CORAGGIOSA ARCHIBUGI PER IL FILM “LEZIONI DI VOLO“

LE DIFFICOLTA’ DI CRESCERE
di Giuseppe Trabace

 

 

Lo sconsolato padre sessantenne, di professione antiquario, scuote la testa ed a proposito del figlio diciottenne Pollo si sfoga “mio figlio non ha interessi, neanche Totti“. In questo sfogo c’è tutta l’impotenza di molti genitori del nostro tempo nei confronti di figli non facili da gestire ma vi è pure il segnale di una gioventù forse troppo satolla che fatica ad affacciarsi alla vita vera, a spiccare il volo per raggiungere la maturità. Tema tutto in salita che Francesca Archibugi – tornata a dirigere dopo 5 anni di silenzio – affronta con indubbio coraggio cercando di non perdere il filo di una storia che si sviluppa lentamente disvelando altri temi, quali l’insoddisfazione della protagonista trentaquattrenne Chiara,alle prese con una storia d’amore difficile con il giovane Pollo.

Sono due amici per la pelle Pollo e Curry. Vivono a Roma, provengono entrambi da famiglie agiate, hanno scarsa voglia di studiare, ciondolano indolenti divertendosi con monellerie un po’ infantili, Curry, il più estroverso, è stato adottato da piccolo in India da una famiglia romana. E’ proprio lui che convince la madre psicologa che sarebbe giunto il momento per visitare l’India assieme all’inseparabile Pollo. Eccoli in quell’ immenso paese i due giovani certamente non temprati a vivere la realtà indiana con i suoi enormi problemi sociali, con le sue strade puzzolenti attraversate da moltitudini di persone, con i tanti imbroglioni che tentano di sbarcare il lunario. I due ragazzi inesperti, pure colpiti da quanto osservano, rischiano di essere travolti dagli eventi. La situazione cambia allorché incontrano Chiara un medico italiano che opera in quella zona all’interno di un’organizzazione umanitaria. La donna, convinta della sua missione ma per altri versi afflitta dalla solitudine in cui vive, protegge i due giovani, li inserisce all’interno di un centro di soccorso. Quivi giornalmente si è alle prese con problemi di sopravvivenza di persone poverissime, quei due giovani assistono alla dura lotta che Chiara ei suoi collaboratori devono affrontare per dare una risposta a quelle urgenze di soccorso. In modo informe nasce in loro una consapevolezza che al di fuori della loro vita facile esistono delle realtà che la coscienza non può ignorare. Pollo si innamora di Chiara di lui molto più grande. Nasce una relazione senza futuro.
La donna, sfinita dal suo lavoro, si illude in tal modo di sopperire all’assenza del marito, anch’egli medico impegnato in altra parte dell’India. Curry con il passare dei giorni sente prepotente il richiamo delle sue origini, partecipa fin troppo ai problemi di quei diseredati e talvolta entra in conflitto con la più razionale Chiara.


 

 

 

 

 

Con il ritorno del marito di Chiara la relazione amorosa tra i due finisce, con cocente delusione di lui e tanta tenerezza da parte di Chiara. Curry va alla ricerca della madre naturale poverissima che lo diede in adozione. La donna è morta ma c’è una sorella più giovane che il giovane porterà con sé nel suo ritorno in Italia. I due giovani rientrano a Roma, hanno acquisito un’esperienza che forse gli servirà per raggiungere una vera maturità.
Film con diverse sfaccettature che tocca temi importanti, descrive condizioni esistenziali profondamente diverse di due nazioni tanto lontane. La regista si rende conto che dare soluzioni non sarebbe agevole, piuttosto con indubbia abilità descrive quei contrasti, si sofferma a mostrarci un’India non oleografica ma veritiera senza indulgere a pietismi di facciata. La sceneggiatura della stessa regista e di Leondoff a volte pare ansimare per le troppe cose che vuole comunicare ma la mano sapiente della Archibugi si sente e il film, nel suo complesso, arriva allo spettatore. Forse non sono nuovi i profili dei due giovani protagonisti, con la loro strascicata voglia di essere e di vivere eppure si vede che lo script si rifà a prototipi che sono giornalmente sotto i nostri occhi. Alcuni personaggi, in particolare quelli dei genitori dei due ragazzi, sono in buona parte abbozzati ma in un film di durata inferiore a due ore non è agevole descrivere sufficientemente tante situazioni umane diverse.. Pollo e Curry sono impersonati dai due giovani esordienti Marco Miglio Risi e Tom Karumathy. Risultano spontanei e convincenti previa l’attenta direzione della regista. Giovanna Mezzogiorno riesce a trasmettere le ansie di Chiara anche se i percorsi del personaggio non sembrano abbastanza delineati. Discreti gli altri attori. Una menzione per il cammeo con cui Angela Finocchiaro impersona la madre di Curry. E’una psicologa efficiente eppure non può nascondere più di tanto le sue insicurezze di donna e di madre.

Film forse diseguale ma che vale la pena vedere.

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