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MOTORI - DOLORI

(parte seconda)

di Annemarie Lenz

 

Dodici mensilità di riviste specializzate fa ero convinta che la ricerca della nuova auto sarebbe durata almeno due anni.  In fondo la macchina andava ancora bene, ai vari problemi mio marito aveva ovviato: gomme nuove, batteria e catalitica nuove ed anche il motorino di avviamento perché altrimenti si giocava la salute della moglie che ogni volta che si voleva partire doveva dare una bella spinta a quella tonnellata e mezzo di ferro.

Una brusca impennata di interesse l’abbiamo avuto quando in agosto un giovanotto disattento mi ha tamponato mandandomi a sbattere addosso alla macchina davanti. Abbiamo raccolto entrambi i paraurti per strada, il baule era inutilizzabile e per giunta in agosto anche i carrozzieri e gli assicuratori sono in vacanze. Era umiliante vedere gli sguardi ora pietosi, ora disprezzanti al passaggio della nostra “fuori serie”. Mancava solo che il mendicante al semaforo invece di chiedere l’elemosina la dava a noi. Sic transit gloria mundi!

A settembre si sono messi in opera tutti; l’assicurazione che ci ha pagato intero danno, addirittura superiore al valore della macchina, il carrozziere che in dieci giorni ci ha consegnato una macchina quasi nuova e l’elettrauto che ha riparato gli ultimi guasti. I concessionari si sono dovuti arrendere; con una macchina così perfetta l’affare svanisce.

Invece sotto la cenere ardeva ancora il fuoco, la voglia di rinnovarsi prendeva il sopravvento ed eccoci a correre di qua e di là ad ogni presentazione di nuovi modelli. Abbiamo snobbato gli immancabili rinfreschi offerti dalle concessionarie onde evitare di doverci comprare un camion; siamo diventati esperti di cilindrate e cavalli, di design e tecnologie, ma anche sempre più confusi sulle scelte che sono troppe. Una sola certezza: se vuoi una macchina devi essere pronto ad aprire il portafoglio e renderti conto che quella che hai pagata cara otto anni fa non vale niente.

Non so esattamente come sia successo; un bel giorno dal dire che non siamo mica matti a spendere tanto e farci offendere la nostra cara auto che ci ha portato ovunque per tanti anni all’andare in una concessionaria di una marca prestigiosa e rimanere folgorati da quel modello il passo e stato breve. Il tempo di riflettere, un paio di giorni, ed eccoci a compiere il passo.

Pochi giorni fa abbiamo ritirato quel sogno su quattro ruote, mio marito alla guida ed io dietro con la  vecchia macchina, tutt’e due emozionati come bambini. Sarebbe tropo facile dire .... e vissero contenti e felici. Si dirà, ma che ci vuole guidare una macchina... ah si? Per capire il computer di bordo, i mille pulsanti e pulsantini, il climatizzatore, la radio, ci vuole una laurea in ingegneria informatica. Parti con la tua macchina per fermarti in un posto tranquillo, e incominci a sfogliare freneticamente il libro delle istruzioni, un tomo di centinaia di pagine. Dopo una breve panoramica generica iniziano col dirci tutti i problemi che possono sorgere; se si accende una lucina gialla vai alla prossima officina, se si accende una rossa fermati e telefona alla concessionaria. Prima di arrivare alle spiegazioni per l’uso normale l’esaurimento nervoso è già in agguato. Quando si aggiunge il timore che te la potrebbero rubare o rovinare sei pronto a riportarla in garage e metterla sotto chiave.

Quanto mi piace la mia vecchia cara macchina!